PROGETTI

SCUOLA DI RIUSO_Come richiedere e gestire edifici ed aree inutilizzate

I ed. in Calabria _2017

PAG 1 Oggi assistiamo al paradosso secondo il quale da un lato vi è una miriade di luoghi inutilizzati, privi di attività umane e dall’altro una domanda sociale di spazi molto forte. Domande che vanno dall’abitare, a luoghi per la socialità o attività economica, passando per quelle formative o di pubblico interesse.

L’Italia è disseminata di beni pubblici e privati abbandonati, i cosiddetti beni comuni. Ma affinché questi beni  possano continuare a vivere e l’intera comunità possa goderne  è necessario promuovere una gestione condivisa ed  economicamente sostenibile in grado di produrre sviluppo economico e concrete opportunità di lavoro.

La partnership tra Cittadinanzattiva, YOUrbanMOB e Aniti consente di investire le conoscenze, le ricerche e le reti di relazioni necessarie nella creazione di una Scuola in cui formare nuove figure professionali competenti nel recupero e gestione dei beni abbandonati.

La Scuola  nasce con lo scopo di fornire gli strumenti operativi ai cittadini, ai tecnici, agli amministratori per riusare direttamente tali spazi, per impiantare attività produttive, per svolgere servizi rivolti alla comunità.

L’obiettivo è quello di formare delle figure professionali in grado di recuperare e gestire dei beni inutilizzati in maniera economicamente sostenibile e socialmente utile, combinando un solido background normativo e amministrativo con altrettanto solide abilità imprenditoriali e manageriali. Un riuso dal basso rispondente alle necessità e ai desideri espressi dai cittadini individuati attraverso la partecipazione attiva e la co-progettazione.

La prima edizione della Scuola svilupperà un percorso formativo in quattro moduli tra il mese di ottobre e il mese di dicembre, sarà itinerante e toccherà 4 diverse realtà calabresi, dalle università ai piccoli borghi. Il percorso si articola in lezioni teoriche e laboratori abbinata a visite full immersion nei territori che ospiteranno la scuola ed a sperimentazioni pratiche. Infatti ai partecipanti sarà chiesto di applicare le riflessioni teoriche apprese durante le lezioni alle proprie esperienze condividendo i risultati operativi.

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Brochure I ed. Scuola di Riuso

 


Progettazione percorsi ciclabili, postazioni di bike sharing, poor sharing e zone 30 nel Comune di Reggio Calabria, per il progetto “Reggio in bici”

La presente proposta rappresenta un programma completo per la mobilità sostenibile nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro, a sostegno della gestione e dell’ottimizzazione dei flussi di traffico generati dagli spostamenti sistematici sia a livello metropolitano e sia a livello strettamente locale. A partire dal potenziamento di alcuni servizi e infrastrutture volti al miglioramento dell’accessibilità e alla promozione della mobilità dolce, (Zone a Traffico Limitato, Percorsi Ciclopedonali e interventi di riqualificazione urbanistica), già messi in atto dall’Amministrazione di Reggio Calabria, il progetto intende realizzare nuovi servizi di mobilità alternativa ed accrescere la sensibilizzazione tra i cittadini e le diverse categorie di utenza attuale. L’obiettivo è quello di ottenere l’effettiva riduzione delle emissioni inquinanti e l’abbandono graduale del ricorso eccessivo all’automobile, secondo quanto richiesto dalla direttiva UE e riportato nei dettami del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile”.

Il progetto prevede la realizzazione del Bike Sharing Bicincittà di n° 20 stazioni, di cui 10 virtuali e 10 tradizionali, per il bike sharing (composte da 200 stalli per biciclette), che verranno localizzate in prossimità dei principali nodi del trasporto pubblico, dei servizi scolastici e delle polarità urbane presenti nel nucleo centrale di Reggio Calabria.

 

TAV3. TAVOLA STALLI E ZTLNella proposta progettuale, a seguito di un’attenta analisi territoriale, si è pensato a una fornitura di 130 biciclette, di cui 50 a pedalata assistita e 80 tradizionali. In accordo con l’amministrazione locale e con le esigenze di budget è naturalmente ipotizzabile una distrTAV4. ZOOM ZTLibuzione di tradizionali/elettriche alternativa.  Il servizio di bike sharing fornito prevede la possibilità di utilizzare sia le bici tradizionali che quelle a pedalata assistita presenti presso le ciclo-stazioni, attraverso un unico abbonamento.

 

 

 

 

 

 

 


 

#VISIT CALASCIO_promozione dei beni culturali ed ambientali del Comune di Calascio

I ed. 2017

Premessa

Le aree interne soffrono di una significativa riduzione demografica e di un grave problema occupazionale. Il modello insediativo che caratterizza tale aree, per gran parte connotato da piccoli borghi, ha permesso la conservazione di patrimonio culturale materiale e immateriale di primaria importanza per il Paese. La crisi di questi piccoli paesi porterebbe non solo alla perdita di un patrimonio ma anche all’indebolimento di un modello insediativo che ha una grande valenza ambientale e sociale.

Il modello

Per permettere la permanenza nei territori delle aree interne della popolazione è necessario sostenere le comunità in quelle attività che possano permettere occupazione per i giovani e quindi di metterli in grado di crearsi delle attività stabili e durature. Il primo oggetto di tale attività non può che essere una utilizzazione sostenibile e colta delle risorse presenti localmente.  In tale maniera il vantaggio dell’uso delle risorse ricadrebbe principalmente sulla popolazione locale e che quindi essa stia maggiormente attenta alla conservazione di quei beni che ne garantisce il sostentamento divenendo essa stessa il primo soggetto nel percorso di riqualificazione, conservazione e valorizzazione del bene. Obiettivo è quello di supportare l’avvio e il consolidamento di attività che collegate con le risorse presenti riescano a interessare la popolazione giovane e la cui conservazione e valorizzazione divenga oggetto del loro lavoro.
Il Percorso
In continuità con la sperimentazione avviata sin dal mese di Aprile dell’anno in corso, YOUrbanMOB ha siglato con l’Amministrazione di Calascio un accordo finalizzato alla promozione dei beni culturali ed ambientali del Comune.  Nasce così la prima edizione di #Visit Calascio, progetto che tramite il coinvolgimento della Comunità ha inteso favorire una rinnovata proposta del territorio e del patrimonio culturale di Calascio.  Nell’ambito dell’accordo, costituisce sicuramente un valore importante il recupero di immobili non utilizzati e #Visit Calascio ha rappresentato una significativa occasione per poterne mostrare le potenzialità.
Tappe importanti del percorso medesimo, sono state la selezione degli operatori, gli incontri per la condivisione degli obiettivi e l’individuazione delle funzioni, o meglio del chi fa cosa.
È stato dedicato poi spazio a momenti formativi, tesi a consolidare l’acquisizione degli obiettivi e ad alimentare la motivazione.

Al fine di poter utilizzare gli spazi presso la Ex Scuola Primaria si sono resi necessari degli interventi per garantire la piena fruibilità del bene da parte del pubblico oltre che consentire lo svolgimento di iniziative promosse dalla Comunità, concomitanti la gestione ordinaria dell’Info Point.
La promozione del Paese
Obiettivo primario del progetto è stato quello di tentare di veicolare anche su Calascio l’attenzione di quanti spontaneamente si recano a Rocca Calascio. In primis l’Info Point ha rappresentato la novità che ha consentito la diffusione d’informazioni puntuali a beneficio dell’utenza e che per la prima volta ha favorito il racconto di Calascio oltre che della Rocca.

La posizione dell’Info Point e la prossimità a questo del punto di partenza della navetta, ha facilitato i visitatori nella fruizione di alcuni servizi di base, con evidente beneficio degli esercizi commerciali e permesso lo svolgimento del collegamento tra Calascio e la Rocca secondo trasparenza e professionalità. La promozione del patrimonio culturale di Calascio è stato uno dei punti d’attenzione nell’ambito della formazione rivolta agli operatori, al fine di permettere anche a coloro che su strada sono entrati in contatto con migliaia di persone che chiedevano come accedere alla Rocca, di dare informazioni mirate, sostenendo la notorietà dell’Info Point come del sentiero escursionistico.
Tra gli operatori anche due giovanissimi che si sono proposti di accompagnare i visitatori lungo le vie di Calascio per illustrarle e suscitare la curiosità di approfondire e magari tornare.

Affluenza tra previsioni e dati effettivi
L’affluenza alla Rocca ha seguito il trend atteso, con picchi di presenza nella settimana di Ferragosto. Come già evidenziato durante la fase di sperimentazione, dei visitatori che raggiungono il territorio di Calascio per visitare la Rocca, sono tra il 10% e il 20% quelli che si rivolgono alla navetta, tutti gli altri utilizzano il sentiero escursionistico.  Una percentuale importante tra coloro che preferiscono il sentiero, sono stati comunque contattati dagli operatori di #Visit Calascio ed hanno ricevuto il materiale informativo.

Complessivamente sono stati staccati 13.390 biglietti, di cui 11.832 interi e 2.098 ridotti.

I punti di forza di #Visit Calascio
Certamente il primo elemento che determina discontinuità con il passato, è che parte importante delle risorse derivanti dall’attività svolta restano sul territorio. Ad eccezione delle figure di
coordinamento indicate da YOUrbanMOB, gli operatori impiegati sono infatti residenti o persone proposte da residenti.

Cosa fare per crescere
L’esperienza della prima edizione di #Visit Calascio può certamente dirsi positiva, tuttavia va considerata come il primo passo di un percorso ancora lungo.


Restauro e valorizzazione dei Bagni di Petriolo

I Bagni di Petriolo costituiscono una sorgente termale toscana. L’ubicazione è nella Valle dell’Ombrone, lungo il corso del fiume Farma, al confine tra i comuni di Monticiano e Civitella Paganico, rispettivamente in provincia di Siena e in quella di Grosseto. L’oggetto del Master plan è quello di fare avanzare contemporaneamente alla progettazione del restauro dei manufatti presenti nell’area quelle atti01 MASTERPLAN AZIONIvità di riqualificazione del sito che non dipendono direttamente dalla Proprietà ma che costituiscono una condizione fondamentale per la valorizzazione dell’area. L’ipotesi perseguita è quella di ridurre il carico automobilistico in prossimità dei Bagni questo in ragione della necessità di evitare che la densità troppo elevata dequalifichi la percezione del bene culturale e al contempo che induca a comportamenti incongrui rispetto agli altri fruitori e alla natura dei luoghi. Per ottenere questo risulto è ipotizzato che l’arrivo possa essere fatto con mezzi propri auto fino ad alcuni parcheggi.

 

Sono molti gli interventi che debbono essere attuati per riqualificare il sito e permettere la creazione di un congruo intorno alla conservazione e valorizzazione di quell’uicum costituito dai Bagni di Petriolo.

L’uso libero delle acque è una delle caratteristiche principale del luogo. Una tradizione consolidata che in tempi recenti si è trasformata perdendo quei caratteri tipici dell’uso delle comunità locali e assumendo una dimensione e una modalità che ha di fatto degradato i luoghi e limitata la fruizione stessa.

L’area situata tra la Locanda e le mura si deve valutare se utilizzarla come una zona per pic-nic, attrezzandola adeguatamente.

 

Come già evidenziato l’erosione delle sponde, che anche storicamente ha fatto cambiare più volte configurazione al sito, oggi sta mettendo a repentaglio la conservazione di parte delle mura e delle Terme storiche. Si ritiene indispensabile operare per la salvaguardia dei beni intervenendo con delle opere di difesa che possono essere costituite anche da delle mura che così riprenderebbero l’antichi carattere dei siti oltre che formerebbero una barriera stabile ai processi erosivi.

 


 

Bando AVIVA 2016_partecipazione con il seguente progetto: PARTECIPA, PROPONI, PROGETTA

La proposta progettuale prevede l’individuazione del Comune di Montagnareale (ME) per realizzare un progetto di micro-rigenerazione urbana.

Il progetto mira a coinvolgere associazioni, gruppi, commercianti, imprenditori insieme all’amministrazione per rigenerare il “sentiero della salute” che connette il comune di Montagnareale con quello di Patti. Il metodo utilizzato dall’associazione YOUrbanMOB per la rigenerazione dell’area, mira a divenire uno strumento di aggregazione e identificazione della comunità che insieme concorre al processo di riqualificazione per il perseguimento del bene comune non solo dei cittadini del comune di Montagnareale ma anche di quelli dei comuni limitrofi per renderlo facilmente accessibile da realtà comunali vicine mirando a richiamare l’interesse di visitatori esterni e turisti. Il processo di rigenerazione sarà uno spazio aperto (fisico e di relazioni) all’interno del quale gli abitanti verranno coinvolti in esperienze pratiche e dirette, ed in prima persona concorreranno al cambiamento e miglioramento dello spazio in cui vivono. Gli spazi vengono pensati e progettati insieme ai cittadini con un metodo partecipato.

Il metodo partecipato tende a voler fornire elementi di riflessione e stimolare negli abitanti ragionamenti rispetto a delle scelte realmente realizzabili nel proprio territorio. Le fasi del processo partecipato mutano e si plasmano conformandosi alle varie esigenze ed i reali bisogni dei cittadini, pur mantenendo comunque le linee guida generali comuni.

Le strategie da voler sviluppare nel progetto sono:

  1. La sostenibilità: azioni di recupero e riuso dal basso che vedono i cittadini come risorsa strategica dello sviluppo locale.

2.Gestione dell’area: Programma di azioni ed iniziative a lungo termine tramite il partenariato tra amministrazioni ed associazioni/cittadini con una supervisione da parte dell’Associazione YOUrbanMOB;

  1. Cantiere partecipato: Realizzazione di alcune azioni di rigenerazione tramite operazioni di autocostruzione con cantieri aperti a tutti i cittadini, artisti locali, associazioni, scuole locali, gruppi organizzati, ecc…

4.Relazioni a larga scala: Connessione con i beni storico-culturali presenti nell’area con sinergie ed attività congiunte tra i beni comunali e l’area e/o bene oggetto di trasformazione.

Per realizzare ciò proponiamo diverse attività quali: processi partecipato, operazioni di autocostruzione, laboratori con i cittadini “Prendersi cura del bene comune”, piccoli progetti di rigenerazione urbana partecipata, corsi di formazioni sul “ Riuso, Recupero e Riciclo”.

VISION DI PROGETTO