BAGNI DI PETRIOLO

“Restauro e valorizzazione dei Bagni di Petriolo”

Un progetto di UnipolSai e Italia Nostra in collaborazione con: Università degli studi di Siena, Politecnico di Milano, Università degli studi di Firenze, Sisma, Studio di Architettura di Massimo Bottini, YOUrbanMOB.

I Bagni di Petriolo sono una sorgente termale toscana. Site nel bacino dell’Ombrone, lungo il corso del fiume Farma, al confine tra i comuni di Monticiano e Civitella Paganico, rispettivamente in provincia di Siena e in quella di Grosseto.

Le proprietà benefiche delle acque

Le acque termali sgorgano ad una temperatura di + 43° lungo un tratto del fiume Farma. Le acque si caratterizzano per la presenza di idrogeno solforato, con concentrazione sulfidrometrica pari a 21 milligrammi al litro. Sono presenti anche anidride carbonica libera, calcio, fluoro e gli ioni cloruro, solfato e idrogenocarbonato. Tali caratteristiche classificano le acque di Petriolo come acque solfidriche, salso-solfato-bicarbonato-alcalino terrose-ipertermali.

I manufatti presenti nell’area

Le mura di cinta con le torri, l’edificio della Chiesa con annessi locali accessori con la presenza di tre vasche termali, l’edificio della locanda e il nuovo ponte che conserva ancora le pile di quello preesistente.

Cenni storici

I Bagni erano già conosciuti fin dall’epoca romana, tanto da essere citate in un’orazione di Cicerone e in un epigramma di Marziale. Nel corso del basso medioevo, sulla scia del grande sviluppo

economico e demografico dei secoli XII e XIII, le terme conobbero un notevole successo come luoghi specificamente rivolti alla villeggiatura e alla cura del corpo. Grazie alle peculiari caratteristiche del suo territorio, il contado senese poté vantare una non comune quantità di stazioni termali di stessa grandezza e qualità. Tra i più affermati quelli di Macereto (o Doccio), Bagno Vignoni, San Filippo, Saturnia, Rapolano ma, soprattutto, di Petriolo, la cui notorietà fu addirittura nazionale. Nel medioevo Petriolo era già una località molto conosciuta, tanto che la sua fama si estese anche all’estero, diventando una meta privilegiata di soggiorno per molti personaggi illustri. Tra i più famosi visitatori ricordiamo il Cardinale di Firenze, i Marchesi di Ferrara, i Duchi di Mantova e papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini). La presenza del pontefice è documentata da quattro bolle papali inviate da Petriolo e dall’iscrizione presente su una lapide murata nell’edificio accanto al ponte. Questo momento costituisce probabilmente l’apice nell’evoluzione dei Bagni di Petriolo.

Un esperimento di conservazione e valorizzazione “MAGAZINE ITALIA NOSTRA n°497 gen/feb 2018”

I Bagni di Petriolo sono un bene unico nel patrimonio del nostro pese, non solo per l’impianto murario dell’inizio del Quattrocento con torri e porta che cinge un ettaro di terreno in cui sono collocate le vasche termali usate dal papa e dove le recenti indagini archeologiche hanno rinvenuto i resti di numerosi edifici medievali, ma anche per l’elevato pregio naturalistico dell’area. […] Per molti mesi Italia Nostra ha lavorato con gli operatori, le amministrazioni, le associazione locali, per contribuire  a convogliare le tante energie positive in un progetto organico. […] Italia Nostra con la collaborazione di YOUrbanMOB ha predisposto un masterplan in cui si individuano altri interventi altrettanto necessari come quelli del restauro: organizzazione della viabilità e parcheggi, navette, servizi, sicurezza, ma anche tutela delle mura e dell’impianto termale storico dalle piene, ripristino delle strade e spiazzi del cantiere di una grande infrastruttura stradale prossima al bene. Tutto ciò fa parte del progetto di valorizzazione così come l’organizzazione della fruizione dell’area, in un “racconto del territorio” che non può ignorare la vicinanza di San Galgano, Sovicille e del Museo della Biodiversità di Monticiano, ma anche la promozione degli operatori turistici, ristoratori e agriturismi che possono trovare nella riqualificazione dell’are un ottimo strumento di sostegno alle attività.

Adriano Poalella che guida il progetto di recupero dei luoghi per Italia Nostra nazionale, ha da subito collaborato con le sedi territoriali in un’ottica di condivisione e partecipazione con la comunità locale.

Il restauro durerà tre anni e il primo lotto sarà pronto a metà del 2019 così da consentire ai primi curiosi turisti, desiderosi di immergersi nell’antica bellezza di un luogo senza tempo, di esplorare gli spazi amati da nobili e papi.